Come rinfrescare un capannone con la climatizzazione industriale

Come rinfrescare un capannone con la climatizzazione industriale

Ti è mai capitato di entrare in un capannone d’estate? Di certo il gran caldo è ciò che più di ogni altra cosa colpisce, nel vero senso della parola. Se oltre tutto ci lavori, capirai quanto sia importante la climatizzazione industriale (approfondisci qui https://www.kitaair.com/) che ti permetterebbe di rendere quel capannone un luogo fresco e riparato dalla calura. Vediamo quali sono le possibilità concrete.

Climatizzazione industriale: in cosa consiste

Come dice il nome stesso, la climatizzazione industriale consiste in un sistema, tramite impianto, per rendere l’aria interna ad un sito di produzione fresca, con livelli di umidità controllata e filtrata.
In genere si usa (o sarebbe meglio si usava) un sistema che si definisce ‘raffrescamento evaporativo‘.
Il sistema di funzionamento è semplice, ma non è immune da alcuni svantaggi che vedremo subito.
Questo tipo di condizionamento sembrerebbe la scelta ideale in quanto ad economicità, ma quando si tratta di una cosa importante come l’ambiente in cui si lavora, il risparmio non si rivela spesso la soluzione migliore.
Questo sistema infatti sfrutta le proprietà dell’aria stessa, che tende ad assorbire il vapore acqueo presente nell’ambiente. È vero che questo meccanismo sulle prime abbassa la temperatura, ma per ottenerlo si devono installare degli spruzzatori che incamerano l’aria, e poi nebulizzano l’acqua.
Tuttavia il sistema prevede che nell’aria ci sia appunto umidità, e più l’ambiente è saturo più il processo tende ad invertirsi, con nuova immissione di vapore, con il risultato che ad un certo punto non si potrà più raffreddare nulla.
Immagina una tipica giornata afosa con un’umidità del 90% e capirai a cosa ci riferiamo.
Senza considerare poi il fatto che questi impianti, avendo dei filtri e degli spray, devono essere continuamente manutenuti e puliti per evitare il rischio di infezioni respiratorie. Come vedi quindi il vantaggio si riduce molto.
Infine, ci sono ambienti in cui l’umidità non deve essere assolutamente presente nell’aria di lavoro, come ad esempio i capannoni in cui si confezionano i cibi sensibili alle muffe.
Oltretutto, in inverno non si potrà sfruttare lo stesso meccanismo per riscaldarsi, e questo farà si che si dovranno installare due impianti distinti.

Perché è importante climatizzare l’ambiente di lavoro

In effetti esiste un’altra soluzione della quale parleremo nel prossimo paragrafo.
Prima però vogliamo portare la tua attenzione sulla necessità di rinfrescare un ambiente di lavoro, che non è affatto una cosa superflua. Il caldo, soprattutto abbinato ad alti livelli di umidità in ambienti chiusi, può causare colpi di calore, calo dell’attenzione e sonnolenza.
I riflessi si attenuano e gli errori aumentano.
Come vedi, non si tratta solo di lavorare in un ambiente gradevole, cosa già di per sè importante.
In lavori in cui si utilizzano macchinari potenzialmente pericolosi, uno stress fisico può tradursi in incidenti e danni.
Naturalmente poi lo stress si nota anche nei lavoratori, che si ammalano di più e producono meno. Capisci l’importanza del discorso?

Condizionamento a pompa di calore aria/aria

Questa è l’alternativa possibile al raffrescamento classico per nebulizzazione.
Si tratta di un dispositivo che innanzitutto permette sia raffreddare che di riscaldare un ambiente, quindi anche più economico.
Il funzionamento prevede il trasferimento del concetto dell’impianto che si usa negli immobili ai capannoni.
Si tratta di una macchina che combina due unità: una interna e l’altra esterna, e che può essere azionata a produrre caldo o freddo a seconda della temperatura desiderata in rapporto a quella dell’ambiente.
È provvista anche di una batteria molto potente, ma allo stesso tempo rientra negli impianti di riqualificazione energetica dei siti, e dunque beneficia delle detrazioni fiscali in sede di dichiarazione dei redditi e di incentivi per poterla installare.

Basta infine confrontare la sua potenza espressa in BTU rispetto ad un classico sistema di condizionamento.
In questo caso, considerando che la media degli altri impianti si attesta sui 12.000 BTU, l’impianto in questione arriva a ben 135.000.
Ultimo appunto: può essere usato anche con temperature esterne rigide a -30°C.