I celiaci possono mangiare le patate

I celiaci possono mangiare le patate

La cura dell’alimentazione del celiaco è un fattore davvero fondamentale. L’alimentazione del celiaco, che si traduce come una vera e propria cura per questa condizione, deve essere particolarmente attenta all’eliminazione di tutte le fonti di glutine e, di conseguenza, di tutte le loro relative contaminazioni.

Al giorno d’oggi tuttavia, grazie alla notevole ricerca in ambito tecnologico-alimentare tuttavia, si è in grado di proporre cibi alternativi completamente senza glutine che sono ugualmente in grado di replicare i prodotti convenzionali con glutine, come ad esempio la pasta, il pane, e i prodotti da forno.

Oltre ai prodotti specificatamente formulati senza glutine, le persone affette da questa condizione possono godere di tutti quelle alternative che sono naturalmente senza glutine, come ad esempio il riso, la polenta, molti cereali senza glutine, frutta, verdura, e…. le patate.

Quest’ultime infatti non contengono naturalmente glutine e sono in grado di contribuire, con i loro sali minarli e vitamine, a migliorare la qualità della dieta del celiaco. Si può dunque affermare che al giorno d’oggi il soggetto celiaco è in grado di disporre di una vasta gamma di alimenti, che gli consentono dunque di essere in grado di costruire una alimentazione sana, varia, e bilanciata.

Le basi di una sana alimentazione: il celiaco ha le stesse esigenze nutrizionali degli altri!

Sappiamo bene come alla base di un sana alimentazione via sia un ampio consumo di verdura frutta, ma , nel caso del celiaco, la componente di energia maggiore, che idealmente dovrebbe costituire il 55-60% delle calorie provenienti con l’alimentazione, dovrebbe provenire dai carboidrati.

E’ per questa ragione infatti che il celiaco deve porre particolare attenzione nelle scelte alimentari che compie all’interno di questo gruppo alimentare in quanto, una scelta errata (contenente glutine), può provocare gravi danni all’apparato digerente dell’individuo. Una persona affetta da sintomatologia da celiachia infatti non è in grado di metabolizzare il glutine, ovvero la componente proteica dei cereali.

La deficienza enzimatica nella capacità di assorbimento, e metabolizzazione di questa sostanza, può portare, in caso di ingestione involontaria o no, a gonfiore addominale, crampi, e alla lesione dei villi intestinali. Questa condizione può essere, oltre che particolarmente dolorosa, anche pericolosa per la salute.

Quali sono gli alimenti concessi ad un celiaco, e quali sono invece quelli che deve eliminare?

Come anticipato in precedenza le esigenze nutrizionali di un soggetto celiaco sono le stesse di un soggetto normale. L’unica differenza in ambito alimentare è che il celiaco dovrà, come descritto sopra, eliminare il glutine dalla propria alimentazione.

Tra gli alimenti naturalmente senza glutine troviamo tutte le varietà di riso, la polenta, il grano saraceno, il sorgo, il miglio, la quinoa, e le patate. Quest’ultime infatti sono un alimento estremamente versatile che, oltre alla vasta possibilità di utilizzo nelle ricette, sono anche un alimento particolarmente economico e gustoso.

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Le contaminazioni alimentari: un fattore al quale porre attenzione!

Come visto in precedenza un celiaco ha, al giorno d’oggi, numerose alternative fra le quali scegliere per variare la prima alimentazione. Anche i prodotti che sono naturalmente senza glutine possono, in alcuni casi, contenere delle contaminazioni alimentari.

Queste, in genere, sono dovute alla lavorazione, nel medesimo impianto dove vengono prodotte le alternative senza glutine, di alimenti contenenti glutine, e che possono rilasciare, di conseguenza, residui non rimossi all’interno dell’impianto di lavorazione.

Per questa ragione infatti è bene controllare in modo minuzioso le etichette degli alimenti, soprattutto quelli pronti, in quanto la contaminazione è dietro l’angolo.

Si pensi ad esempio alle patate fritte in busta: nel caso in qui nel medesimo impianto vengano prodotte delle patate sabbiose ( una preparazione dove le patate vengono cosparse di pangrattato per permettere una migliore doratura durante le frittura), vengano prodotte anche dette patatine preferite classiche: è molto probabile che queste vengono contaminate dai residui rimasti dalla lavorazione precedente e che dunque, sebbene le patate siano un prodotto senza glutine, non saranno più in grado di ottenere la relativa certificazione. Ragione in più per restare e sempre all’occhio.