Perché le certificazioni degli standard alimentari BRCGS ed IFS sono richieste dalla GDO?

Perché le certificazioni degli standard alimentari BRCGS ed IFS sono richieste dalla GDO?

Per entrare nei mercati della grande distribuzione organizzata, nazionale ed internazionale, vengono richieste alle organizzazioni produttrici, delle attestazioni. Ma perché le certificazioni degli standard alimentari BRCGS ed IFS sono richieste dalla GDO?

La risposta è molto semplice. In primis, perché i requisiti di queste certificazioni alimentari sono stati definiti proprio dalle più importanti catene della grande distribuzione organizzata internazionale.

In secondo luogo, perché questi requisiti, nascono per facilitare, standardizzare ed ottimizzare il processo di qualifica come fornitori di queste ultime, soprattutto per i prodotti a marchio privato.

L’ottenimento da parte della tua azienda di questi riconoscimenti garantisce il rispetto dei requisiti sulla qualità, legalità e sicurezza alimentare, dei tuoi prodotti, garantendo così maggiore sicurezza per la salute dei consumatori, e migliorando la fiducia nei confronti del tuo brand.

Quali sono gli standard di certificazione alimentare più richiesti dalla GDO?

Gli standard di certificazione alimentare più richiesti dalla GDO, che ti permetteranno di presentarti preparato a questi retailer sono:

  • Standard di certificazione BRCGS. Lo standard di proprietà del British Retail Consortium Global Standard (BRCGS), nato dalla GDO di natura anglosassone;
  • Standard di Certificazione IFS. Standard di proprietà del International Featured Standard (IFS), nato, in questo caso dalla grande distribuzione tedesco, belga, olandese e francese. Adottato anche da quella italiana.

Da considerarne anche un altro. Non direttamente richiesto dalle GDO, in quanto nasce dalla Foundation for Food Safety Certification, fondazione formata dai grandi produttori mondiali.

Lo standard FSSC 22000, Food Safety System Certification Scheme 22000, unisce i requisiti definiti da un sistema di gestione per la sicurezza alimentare, secondo la norma di certificazione ISO 22000, normative tecniche di settore per la gestione dei prerequisiti, ISO/TS 22002, e requisiti comuni a tutti gli standard GFSI.

Questa tipologia di certificazione per il settore alimentare e correlati, è adatta a quegli operatori, che non necessitano nello specifico di operare e produrre prodotti a marchio, e che non sono direttamente correlati contrattualmente alla grande distribuzione organizzata.

Una fondamentale differenza, oltre che sulla proprietà dello standard, non correlata ai retailer, è che lo standard FSSC 22000 si basa su una norma di gestione, mentre gli altri sono standard di requisiti nudi e crudi.

Nell’ambito ortofrutticolo, è da citare un altro standard, con una visione più trasversale. Anche in questo caso di natura privata, e nato dalla grande distribuzione. Si tratta dello standard Global Gap. Quest’ultimo è da definirsi uno standard trasversale, che integra i principi di uno standard riconosciuto dal GFSI, assieme ai pilastri della sostenibilità ambientale e socio economica.

Lo standard si adatta alle realtà del settore primario ortofrutticolo ed ittico, promuovendo anche la catena di custodia dei prodotti certificati nella filiera di trasformazione e vendita.

Questi sono gli standard riconosciuti a livello internazionale dal GFSI, Global Food Safety Initiative, organo no profit, che si occupa di armonizzare le norme per favorire e promuovere attività inerenti alla sicurezza degli alimenti ed alla salute dei consumatori.

A livello italiano ed europeo, consigliamo alle organizzazioni che vogliono presentarsi alla grande distribuzione, il raggiungimento della certificazione IFS. Infatti la gran parte delle GDO la richiede come prerequisito di fornitura.

Puoi approfondire, i requisiti dello standard, le tempistiche e l’iter di raggiungimento della certificazione, visitando questa pagina, dove potrai trovare una utile guida sull’argomento: https://www.sistemieconsulenze.it/certificazione-ifs/

Oltre gli standard alimentari: le certificazioni di prodotto

Quelle che abbiamo citato sopra sono le attestazioni necessarie, per un’azienda che voglia presentarsi ai mercati internazionali, ed a quelli della grande distribuzione.

Ma ci sono anche altre attestazioni nell’ambito alimentare, che possono essere utili alla tua organizzazione, relativi agli alimenti prodotti. Che possono dare ‘valore’ ai tuoi prodotti, inseriti nell’ambito di una certificazione alimentare più ampia:

  • Certificazione biologica. L’attestazione rilasciata ai produttori che rispettano il Reg CE 848/18 per la produzione biologica;
  • Certificazione Kosher. Produttori che seguono i dettami della religione Ebraica;
  • Certificazione Halal. Produttori che invece rispettano i dettami Musulmani;
  • Certificazione gluten free. Attestazione di assenza o presenza sotto determinati limiti del glutine nei prodotti;
  • Marchi collettivi. DOM, IGT, IGP, SGT, marchi collettivi di tutela ed indicazioni geografica e di produzione alimentare.

In aggiunta di queste certificazioni di prodotti, ci sono tutta una serie di norme e standard che definiscono delle particolari specifiche dello stesso, come la certificazione Vegan, No OGM, Antibiotic Free, Pesticide Free, ed altre.

Ovviamente, i requisiti visti in questo paragrafo, presi ‘da soli’, non hanno un gran valore internazionale, ribadiamo quindi la necessità di inserirli in un sistema come quelli visti nel paragrafo precedente.

Standard alimentari per la GDO

Ma quali sono le motivazioni per le quali sono stati creati questi standard alimentari? Questa richiesta deriva dalle numerose ispezioni da parte della grande distribuzione per qualificare i produttori alimentari. Pensa a quanti tipi di alimenti possiamo trovare al supermercato.

Gli standard alimentari, nascono, quindi per abbattere i costi, ed i tempi di qualifica dei fornitori di alimenti e servizi correlati ad essi, come per esempio la logistica, le attività di agenzia, ed i produttori di materiali a contatto con gli stessi, compreso il packaging.

Fornendo una serie di ‘regole’ comune a tutti i produttori a livello internazionale. Fattore molto importante per la grande distribuzione, soprattutto per gli alimenti prodotti a proprio marchio. O private label.

Infatti, gli standard alimentari, inizialmente erano utilizzati solamente per questi produttori. Mentre adesso vengono richiesti anche per i produttori a marchio proprio, ed anche dai grandi attori commerciali globali.

Grazie a queste attestazioni, il retailer o l’importer, avrà tutte le necessarie evidenze per poter assicurare la sicurezza degli alimenti proposti, il rispetto dei requisiti legali applicabili, e la protezione nei confronti delle frodi alimentari.

E’ per questo, che per velocizzare, o talvolta far iniziare delle trattative commerciali, è fondamentale aver ottenuto la certificazione BRCGS ed IFS.

Attestazioni che vengono spesso raggiunte assieme, in quanto molti dei requisiti risultano essere i medesimi. In questo modo, si potranno abbattere notevolmente i costi della consulenza, qualora necessiti e della verifica dell’organismo di certificazione terzo, che dovrà valutare il livello di conformità agli stessi e rilasciare il certificato annualmente.

 

Certificazione agli standard BRCGS e IFS, volontaria ma necessaria

Come abbiamo già accennato, il raggiungimento di una certificazione IFS ed BRCGS, è volontaria, ma necessaria per potersi proporre ai mercati importanti, e per tutelare i propri prodotti su essi.

Sviluppata per velocizzare i processi di fornitura, è uno strumento fondamentale anche per i requisiti, in questo caso comunitari, definiti dai Reg CE 852, per la sicurezza alimentare, Reg CE 853, laboratori materie prime animali, Reg CE 1169, etichettatura, Reg CE 178, tracciabilità ed altri.

E permette di avere una corretta gestione anche dei requisiti obbligatori da rispettare nei paesi nei quali gli alimenti prodotti vengano commercializzati e consumati.

La corretta adozione, permettere di gestire efficacemente quindi tutti i processi e di limitare i rischi per la salute del consumatore in ottica di sicurezza alimentare. Vediamo di seguito i requisiti comuni richiesti da questi standard alimentari:

  • Definizione dello stato di intenti, politica ed obiettivi da raggiungere;
  • Definizione dei pericoli alimentari, biologico, chimico, fisico, radiologico, rispetto al proprio contesto, valutazione dei rischi, secondo i principi HACCP, ed HARPC, e definizione delle attività di prevenzione e mitigazione degli stessi;
  • Adozione di un sistema di gestione qualità basato sui principi del miglioramento continuo;
  • Prendere decisioni basate su dati ed evidenze;
  • Adottare sistemi di gestione dei prerequisiti evoluti, secondo la norma ISO 22002, delle GMP (Good Manufacturing Practice), e delle GHP (Good Hygiene Practice);
  • Gestione della tracciabilità da monte a valle e viceversa;
  • Gestione degli allergeni, degli additivi e delle claims;
  • Gestione delle emergenze e dei ritiri richiami sul mercato;
  • Gestione della comunicazione;
  • Gestione delle risorse tecniche e delle strutture;
  • Gestione delle risorse umane;
  • Gestione della food defense, difesa del prodotto, e della food fraud, frode alimentare;
  • Gestione degli aspetti commerciali dalla progettazione di un prodotto/servizi, fino alle attività del post vendita nei confronti della soddisfazione del cliente e gestione delle emergenze alimentari;
  • Gestione dei prodotti non conformi e delle deviazioni;
  • Misurazione delle performance tramite raccolta dati sugli indicatori, ispezioni ed audit interni;
  • Revisione del sistema periodica.

Standard BRCG e IFS: quali sono obiettivi e i vantaggi comuni

Come abbiamo visto i requisiti degli standard alimentari IFS ed BRCGS sono molteplici, e l’impegno richiesto alle organizzazioni è importante, non solo economico.

Il raggiungere questa certificazione è un fattore da valutare bene, in questo senso, lo standard FSSC 22000 risulta essere un po’ meno ostico per le organizzazioni.

Vediamo quelli che sono gli obiettivi ed i vantaggi comuni degli standard:

  • Adottare un sistema efficace per valutare e gestire il rischio a tutela della salute del consumatore finale;
  • Migliorare la comunicazione ed i rapporti con tutti gli stakeholder;
  • Adottare un sistema di gestione per la qualità, fatto di attività operative capace di gestire i requisiti di sicurezza, qualità, e legalità e alimentare, conformità alle leggi di riferimento, soprattutto nei paesi destinatari dei prodotti finiti;
  • Avare uno strumento di progettazione, studio e gestione di tutti i processi, per gestire criticità, sprechi, e migliorare l’efficienza;
  • Prevenire le criticità per i consumatori, i costi, ed i danni alla reputazione aziendale, dovuti da un ritiro o richiamo di alimenti dai mercati;
  • Migliorare la gestione e l’efficienza delle risorse tecniche aziendali e dei sistemi di misurazione;
  • Migliorare la competenza delle risorse umane;
  • Prevenire fenomeni di frode alimentare;
  • Adottare un sistema di gestione delle emergenze efficace;
  • Adottare uno standard riconosciuto a livello internazionale, integrabile con altre norme e standard che ha un valore legale;
  • Diminuire gli audit per la qualifica da parte dei clienti e degli organi di controllo ufficiale;
  • Velocizzare i processi di qualifica come fornitore di private label e non;
  • Proteggere la propria organizzazione, gli alimenti prodotti ed attirare investitori;
  • Differenziare la propria azienda sui mercati, migliorandone la reputazione e visibilità, grazie anche alla sua presenza sui portali, dei proprietari degli standard.