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Cos’è e come si ottiene l’olio ozonizzato

Negli ultimi anni l’olio ozonizzato, è diventato uno degli ingredienti più interessanti nel campo della cosmetica funzionale e della ricerca sul benessere cutaneo.

Apprezzato per le sue proprietà lenitive, eudermiche e protettive, trova impiego in formulazioni dedicate alla cura della pelle, dell’igiene orale e delle mucose esterne.

Per comprendere a fondo il suo valore, è utile capire che cos’è e come si ottiene attraverso un processo tecnologico preciso: l’ozonizzazione controllata degli oli vegetali.

Che cos’è l’olio ozonizzato

L’olio ozonizzato è un composto derivato da un olio vegetale di grado alimentare (solitamente di girasole, oliva o sesamo) fatto interagire con Ozono (O₃), la forma triatomica dell’Ossigeno caratterizzata da un’elevata reattività.

A differenza dell’Ozono gas, instabile, l’olio ozonizzato di qualità è un prodotto stabile e sicuro, che contiene molecole attive chiamate Ozonidi, derivate dalla reazione tra Ozono e acidi grassi insaturi dell’olio di partenza.

Queste molecole conferiscono all’olio ozonizzato le sue proprietà lenitive, eudermiche e protettive, favoriscono lo sviluppo di ossigeno attivo, supportando il benessere dei tessuti.

Per questo motivo, viene spesso utilizzato in prodotti cosmetici e dermofunzionali.

Come si ottiene l’olio ozonizzato

La produzione dell’olio ozonizzato richiede il rigoroso controllo di alcuni parametri chimici e fisici.

Il processo di ozonizzazione non può essere improvvisato, ma dev’essere studiato in modo tale da ottenere un prodotto finale di qualità standardizzata; avviene facendo gorgogliare un flusso calibrato di ossigeno-ozono nell’olio vegetale.

Durante questa fase, l’ozono si lega ai doppi legami degli acidi grassi insaturi, trasformandoli in ozonidi.

Per ottenere un composto di qualità, i parametri principali da monitorare sono:

  • La qualità del flusso di Ossigeno Ozono: l’ozono utilizzato durante il processo di ozonizzazione viene ottenuto a partire dall’ossigeno. L’utilizzo di ossigeno concentrato garantisce ottime performance, senza sviluppo di sottoprodotti non desiderati.

  • La tipologia dell’olio di partenza: oli vegetali con alto contenuto di acidi grassi insaturi (come il girasole) sono i più indicati.

  • Il tempo, la temperatura, la pressione, il flusso ecc durante il processo di ozonizzazione devono essere calibrati per ottenere la massima stabilità, la maggior produzione di ozonidi e la non formazione di composti indesiderati (per esempio formaldeide, malondialdeide, ecc).

  • Il processo produttivo non può essere improvvisato, né realizzato con tecnologia “fatta in casa”.

Al termine della reazione, l’olio assume una consistenza più densa e un odore caratteristico di perossidazione, segno della formazione degli ozonidi.

Proprietà e caratteristiche principali

L’olio ozonizzato conserva le proprietà lenitive e emolienti dell’olio vegetale di partenza, arricchite dagli effetti positivi degli ozonidi, composti ossidanti, ma in grado di favorire il mantenimento o il recupero della normalità fisiologica tissutale.

Le principali azioni attribuibili all’olio ozonizzato sono:

  • Azione eudermica, eutrofica e lenitiva: favorisce l’idratazione e protegge la cute da agenti esterni.

  • Effetto ossigenante: favorisce lo sviluppo di ossigeno a livello topico, supportando i processi rigenerativi tissutali.

  • Azione igienizzante naturale: grazie agli ozonidi, favorisce un ambiente sfavorevole alla contaminazione microbica indesiderata.

  • Funzione restitutiva: aiuta a mantenere in equilibrio il naturale film idrolipidico cutaneo, azione utile nelle pelli sensibili o arrossate.

Queste caratteristiche rendono l’olio ozonizzato un ingrediente multifunzionale utilizzato in ambiti che spaziano dalla dermatologia alla cosmetica, fino all’igiene orale.

Come scegliere un olio ozonizzato di qualità

Non tutti gli oli ozonizzati presenti sul mercato sono uguali.

Un olio di qualità deve essere stabilizzato, titolato e standardizzato, con un indice di perossidi (IP) elevato. L’indice di perossidi fornisce una stima della concentrazione di ozonidi. Un elevato IP garantisce stabilità ed efficacia.

È inoltre importante che la produzione avvenga in conformità alle buone pratiche di fabbricazione (ISO 22716), a garanzia della qualità, efficacia e sicurezza di utilizzo.

Quando un olio ozonizzato è prodotto e controllato secondo questi parametri, può essere impiegato in modo sicuro in formulazioni cosmetiche e dermofunzionali, assicurando risultati affidabili e tollerabilità, anche a seguito di uso prolungato.

Conclusione

L’olio ozonizzato è un composto innovativo che nasce dall’incontro tra scienza e natura: un olio vegetale arricchito di ossigeno attivo, stabile e compatibile con i tessuti.

Grazie alla sua versatilità, viene impiegato per favorire il benessere della pelle e delle mucose.