La tradizione vinicola del Friuli Venezia Giulia: origini, condizioni climatiche e caratteristiche dei terreni

La tradizione vinicola del Friuli Venezia Giulia: origini, condizioni climatiche e caratteristiche dei terreni

Il Friuli Venezia Giulia è, da sempre, una delle principali Regioni italiane a forte vocazione vitivinicola. Terra di confine con l’Austria e la Slovenia, incorniciata dalla catena montuosa delle Alpi e il Mar Adriatico, il Friuli presenta un territorio estremamente variegato e diverse condizioni climatiche che le permettono la coltivazione di differenti tipologie di vitigni e la produzione di vini tra i più pregiati d’Italia. Non a caso vanta la presenza, nel suo territorio, di oltre 9mila aziende vitivinicole capaci di produrre più di 80milioni di bottiglie all’anno, molte delle quali destinate all’export. Scopriamo insieme l’origine della viticoltura in Friuli, le zone di produzione e le caratteristiche climatiche e territoriali di ciascuna zona.

 

Le origini della viticoltura in Friuli Venezia Giulia

In Friuli Venezia Giulia la produzione di vino risale al lontano 180 a.C. quando i romani stabilirono nell’agro aquilese la loro prima colonia. Fu però solo un secolo più tardi, nel 53 a.C., che cominciò la viticoltura nella parte dei Colli Orientali per opera dei legionari di Giulio Cesare. Nei secoli a seguire questa attività si sviluppò in modo considerevole ma come qualsiasi altra attività economica attraversò i suoi periodi neri perlopiù legati alle difficili vicende politiche di questa terra di confine.

Nei primi secoli del secondo millennio per dare nuovamente impulso al settore dell’agricoltura, fortemente indebolito dalle invasioni del popolo barbarico, i patriarchi di Aquileia coinvolsero i monaci Benedettini. Ad assumere un ruolo di primo rilievo nel rilancio dell’agricoltura, in particolare della vite e dell’olivo, fu l’abbazia di Rosazzo. La coltivazione dell’uva e la produzione del vino continuò a conoscere costanti sviluppi sia sotto la dominazione della Repubblica di Venezia che sotto la dinastia degli Asburgo fino al XIX secolo, periodo in cui in Friuli Venezia Giulia si assistette alla propagazione di varietà di vitigni internazionali, come il Cabernet Franc originario della zona della Gironda (Bordeaux) in Francia.

In pochissimo tempo le varietà internazionali arrivarono a dominare le varietà autoctone. Solo nell’ultimo periodo stiamo nuovamente vivendo una valorizzazione delle viti e dei vitigni tipici del territorio regionale friulano.

 

 

 

Le quattro enoregioni del Friuli Venezia Giulia: condizioni climatiche e peculiarità dei terreni

Il Friuli Venezia Giulia è una regione estremamente variegata, sia in termini di condizioni climatiche che di caratteristiche dei terreni tanto da poter distinguere, al suo interno, 4 differenti aree vocate alla viticoltura e alla produzione di vino. La Pianura Friulana che si estende su tutta la parte meridionale della regione e nonostante produca anche ottimi rossi è nota per la produzione di vini bianchi. La presenza di fiumi come Isonzo e Tagliamento rende i terreni sabbiosi-argillosi e ricchi sali minerali. Il clima è mite e le correnti d’aria calda provenienti dal Mar Adriatico favoriscono una viticoltura di qualità. Tra le tipologie di vino prodotte in questa zona ricordiamo lo Chardonnay, il Moscato Giallo, il Sauvignon e il Malvasia (tra i bianchi), il Merlot, il Cabernet e il Cabernet Franc (tra i vini rossi).

Il Grave del Friuli situato a nord delle provincie di Udine e Pordenone è il territorio che vanta metà della produzione vitivinicola di tutta la Regione grazie ad un territorio e ad un clima estremamente variegato. Il vini prodotti in questa zona sono profumati ed eleganti grazie alla produzione di una uva particolarmente aromatica che deve le sue proprietà ad un terreno dall’ampia superficie sabbiosa e ad un’importante escursione termica tra giorno e notte.

I Colli Friulani Orientali che si estendono nella parte centro orientale del comune di Udine, vicino al confine con la Slovenia. I terreni caratteristici di questa zona si contraddistinguono per un’alternanza di strati di argilla calcarea e sabbia calcificata. La temperatura media annua si attesta intorno ai 15 °C e la piovosità è diversificata. I vigneti coltivati in questa parte della Regione sono collocati tra i 100 e i 400 metri di altezza sul livello del mare, perlopiù in terrazze, porzioni pianeggianti o con leggera pendenza.

Il Carso Triestino che si allunga per oltre 40 chilometri a est e a sud-est della città di Trieste, ricomprendendo anche la parte carsica della provincia di Gorizia, si caratterizza per inverni rigidi ed estati calde. Il clima è variegato e si va da ambienti tipicamente mediterranei a continentali. Tra i vitigni coltivati in quest’area ricordiamo per i bianchi la Malvasia, la Glera e lo Chardonnay mentre per i rossi il Refosco dal Peduncolo Rosso, il Merlot, il Cabernet Franc e il Terrano.

 

Un viaggio in Friuli Venezia Giulia alla scoperta dei migliori vini della Regione

L’enoturismo si è ormai diffuso a macchia d’olio non solo tra gli appassionati di vino ma anche tra coloro che vogliono semplicemente scoprire il territorio e conoscere la cultura enogastronomica locale. In Friuli Venezia Giulia sono tantissime le cantine e le strutture che permettono di vivere questo tipo di esperienza tra cui Villa Vitas, un’azienda vinicola che produce vini da quattro generazioni, situata tra i comuni di Palmanova e Aquileia. L’azienda permette di pernottare in uno degli appartamenti presenti nell’antica dimora storica Settecentesca e di visitare i vigneti e le cantine della famiglia, il tutto accompagnato dalla degustazione gratuita dei vini di produzione Vitas e di prodotti tipici locali.

Insomma, Villa Vitas è il luogo ideale per trascorrere qualche giorno di relax, alla scoperta delle tradizioni vinicole friulane. Per maggiori informazioni sull’azienda e i suoi servizi si consiglia di visitare il sito.