I detergenti sono tra i prodotti di uso quotidiano più diffusi nelle case. Detersivi per piatti, bucato, superfici o bagno vengono utilizzati regolarmente e sono quasi sempre venduti in flaconi monouso, spesso in plastica.
Quando si parla di sostenibilità dei detergenti, l’attenzione si concentra spesso sulla formula chimica o sugli ingredienti. Tuttavia, una parte significativa dell’impatto ambientale di questi prodotti riguarda il packaging e l’intero sistema che lo accompagna: produzione, trasporto e gestione dei rifiuti.
Secondo i dati di Eurostat, nel 2023 nell’Unione Europea sono stati generati 79,7 milioni di tonnellate di rifiuti di imballaggio, pari a 177,8 kg per abitante.
Questo dato mostra quanto il packaging contribuisca alla quantità complessiva di rifiuti prodotti ogni anno.
Ridurre gli imballaggi nei prodotti di largo consumo, come i detergenti domestici, può quindi avere un effetto rilevante sulla quantità totale di rifiuti generati. In questo contesto stanno emergendo diverse soluzioni, tra cui prodotti concentrati, sistemi refill e vendita sfusa, che puntano a ridurre la dipendenza dai flaconi monouso.
Il problema ambientale dei flaconi per detergenti
La maggior parte dei flaconi per detergenti è realizzata in PET (polietilene tereftalato) o HDPE (polietilene ad alta densità), materiali plastici derivati in gran parte da combustibili fossili.
La loro produzione comporta diverse fasi con impatto ambientale:
estrazione delle materie prime
produzione industriale dei polimeri
stampaggio dei contenitori
trasporto e distribuzione
gestione del rifiuto dopo l’uso
Secondo il rapporto OECD Global Plastics Outlook, nel 2019 circa 22 milioni di tonnellate di plastica sono state disperse nell’ambiente, tra suolo, fiumi e oceani. Questo fenomeno non dipende solo dai flaconi per detergenti, ma riguarda l’intero sistema globale della plastica.
Il riciclo rappresenta una parte importante della gestione dei rifiuti, ma non riesce ad assorbire completamente i volumi prodotti. Nell’Unione Europea il tasso di riciclo degli imballaggi in plastica è circa il 42,1%.
Questo significa che una quota rilevante degli imballaggi continua a essere smaltita attraverso incenerimento o discarica. Anche quando il riciclo avviene correttamente, il flacone è comunque già stato prodotto, trasportato e utilizzato una sola volta.
Non è solo plastica: l’impatto nascosto del packaging
Il packaging non incide solo per il materiale di cui è composto. Il suo impatto ambientale deve essere valutato lungo l’intero ciclo di vita del prodotto, come raccomandato dall’UNEP per i prodotti monouso.
Nel caso dei detergenti liquidi, un aspetto spesso trascurato riguarda il fatto che questi prodotti sono fortemente diluiti. Molti detergenti sono composti in gran parte da acqua.
Questo comporta due conseguenze:
si trasporta un volume significativo di liquido
ogni unità richiede un contenitore dedicato
Il risultato è che lungo la filiera si trasportano flaconi e acqua, aumentando peso e volume della logistica. Secondo l’associazione europea dei produttori di detergenti A.I.S.E., i prodotti concentrati possono ridurre il volume trasportato e quindi anche le emissioni legate alla distribuzione.
In altre parole, l’impatto del packaging non riguarda solo il materiale finale, ma anche quanto spazio e peso occupa lungo tutta la catena di approvvigionamento.
Ridurre i flaconi: le soluzioni più sostenibili
Negli ultimi anni diverse strategie sono state sviluppate per ridurre la quantità di packaging utilizzata nei detergenti domestici.
Detergenti concentrati
I prodotti concentrati contengono una quantità minore di acqua rispetto alle formulazioni tradizionali. Questo permette di:
ridurre il volume del prodotto
utilizzare flaconi più piccoli
trasportare meno peso durante la distribuzione
Secondo A.I.S.E., la concentrazione dei detergenti è una delle strategie più efficaci per ridurre l’impatto ambientale associato alla logistica e al packaging.
Sistemi refill e riuso del contenitore
Un’altra soluzione è rappresentata dai sistemi di ricarica (refill). In questo modello il consumatore mantiene il flacone originale e acquista ricariche successive.
Questo approccio consente di:
prolungare la vita del contenitore
ridurre il numero di flaconi prodotti
diminuire la quantità di rifiuti generati
Le politiche europee sugli imballaggi stanno iniziando a promuovere sempre più modelli basati su riuso e ricarica, in linea con gli obiettivi dell’economia circolare.
Prodotti solidi o sistemi di diluizione
Alcune aziende stanno introducendo detergenti solidi, in capsule o in sistemi di diluizione domestica. In questi casi il prodotto viene venduto in forma concentrata o secca e diluito con acqua al momento dell’uso.
Queste soluzioni possono ridurre significativamente il volume di packaging necessario. Tuttavia, il loro impatto ambientale dipende da diversi fattori, tra cui i materiali utilizzati e la filiera produttiva.
Prodotti sfusi: una soluzione concreta per eliminare gli imballaggi
Un modello sempre più diffuso è quello dei prodotti sfusi, in cui i detergenti vengono distribuiti tramite dispenser e il consumatore utilizza un contenitore riutilizzabile.
In questo sistema il modello cambia radicalmente: invece di acquistare ogni volta un nuovo flacone, il cliente riempie più volte lo stesso contenitore.
Questo approccio può ridurre in modo significativo:
il numero di imballaggi monouso
la quantità di plastica utilizzata
i rifiuti generati dal consumo domestico
In questo contesto, anche un negozio di prodotti sfusi come questo svolge un ruolo importante: permettono ai consumatori di riutilizzare i propri contenitori e contribuiscono così a ridurre la quantità di imballaggi monouso associati ai detergenti domestici. Il packaging primario monouso lato consumatore può essere ridotto in modo sostanziale.
Organizzazioni come la Ellen MacArthur Foundation evidenziano che i modelli di riuso funzionano soprattutto quando il contenitore viene utilizzato molte volte e integrato in sistemi logistici efficienti.
Perché il riciclo da solo non basta
Il riciclo è uno strumento importante nella gestione dei rifiuti, ma non rappresenta l’unica soluzione.
Quando un flacone viene riciclato:
è già stato prodotto
ha già consumato energia
ha già generato emissioni durante produzione e trasporto
Per questo motivo le politiche europee sugli imballaggi seguono una gerarchia chiara:
prevenzione dei rifiuti
riuso e refill
riciclo
Ridurre il numero di flaconi prodotti può quindi avere un impatto maggiore rispetto alla sola gestione del rifiuto a fine vita.
Cosa possono fare consumatori e aziende
La riduzione degli imballaggi dipende sia dalle scelte dei produttori sia dal comportamento dei consumatori.
Consumatori
Alcune azioni concrete includono:
scegliere detergenti concentrati
acquistare prodotti sfusi
riutilizzare i flaconi quando possibile
evitare il sovradosaggio, che aumenta il consumo di prodotto
Linee guida come quelle dell’EU Ecolabel per i detergenti evidenziano come l’uso corretto dei prodotti possa contribuire a ridurre l’impatto ambientale.
Aziende
Le aziende possono intervenire attraverso diverse strategie:
riduzione del peso degli imballaggi
utilizzo di plastica riciclata
introduzione di sistemi refill
sviluppo di prodotti concentrati
vendita di detergenti sfusi
L’OECD ha analizzato il redesign delle bottiglie di detergenti come esempio di innovazione per ridurre l’uso di plastica mantenendo le prestazioni del prodotto.
Ridurre i flaconi è un piccolo gesto con un impatto sistemico
Ridurre i flaconi dei detergenti non significa eliminare completamente gli imballaggi, ma può contribuire a ridurre diverse pressioni ambientali lungo la filiera.
Meno flaconi prodotti significa:
meno materia prima utilizzata
meno energia per la produzione
meno trasporto
meno rifiuti da gestire
Soluzioni come prodotti concentrati, sistemi refill e vendita sfusa sono sempre più integrate nelle strategie europee per gli imballaggi e nell’economia circolare.
Se applicate su larga scala, queste pratiche possono contribuire a ridurre l’impatto ambientale di uno dei prodotti più utilizzati nella vita quotidiana.





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