Mobilità green: le batterie dei veicoli elettrici creano nuovi problemi ecologici e sociali.

Mobilità green: le batterie dei veicoli elettrici creano nuovi problemi ecologici e sociali.

La transizione ecologica passa anche dall’impiego dei mezzi elettrici. Ma le nuove tecnologie sono davvero ecosostenibili?

L’aumento della produzione di automobili, scooter o bici elettriche vendute da e-commerce leader di settore, ha tra gli obiettivi quello di ridurre le emissioni, limitando la dipendenza da altri Paesi per l’approvvigionamento di gas e petrolio. Questo fenomeno sta conducendo però verso un nuovo problema: quello legato all’estrazione dei minerali per la creazione delle batterie per i veicoli elettrici.

La necessità di incrementare l’importazione di nichel, cobalto e litio conduce ad altre difficoltà di carattere non solo economico, ma anche etico ed ecologico. L’amministrazione Biden sembra spingere sempre di più verso la transizione ecologica e tra le soluzioni adottate emergono quelle a favore dell’economia circolare, come gli stanziamenti per agevolare il reimpiego dei materiali delle batterie esauste, utile a ridurre la crescente dipendenza da Paesi terzi.

Litio, cobalto e nichel: nell’estrazione vengono spesso impiegati i bambini.

I veicoli elettrici che oggi utilizziamo pongono spesso enormi problemi, anche etici, legati all’estrazione delle materie prime che servono per la produzione delle loro batterie. Stiamo parlando di materiali come il litio, il cobalto e il nichel che, oltre a diventare sempre più richiesti, creano numerose difficoltà nelle zone in cui essi vengono estratti.

Se consideriamo il cobalto, ad esempio, spesso viene ricavato dalle miniere congolesi, dove vengono arruolati tra i lavoratori anche bambini che, oltre a essere sfruttati come manodopera, non vengono nemmeno dotati di adeguati dispositivi di protezione individuale, con tutti i rischi per la salute che ne derivano.

Con la crescita della diffusione dei dispositivi elettrici nelle città di tutto il mondo, aumenta quindi anche la richiesta di batterie e ciò comporta un maggiore impegno nell’estrazione mineraria.

Una soluzione può essere trovata nel riciclo di queste materie prime, riutilizzando i materiali contenuti nelle batterie ormai esauste, altrimenti inutilizzabili e destinate a diventare rifiuti. In questo modo, potrebbe essere ridotta la richiesta di estrazione di materiali minerari.

Al di là dei problemi etici causati dalla maggiore richiesta di cobalto, nichel e litio, verrebbero ridotte anche le emissioni legate alla loro trasformazione e i costi per la produzione di batterie, con vantaggi che non sarebbero quindi solo ecologici, ma anche economici.

L’amministrazione Biden inaugura un piano di transizione in grado di ridurre la dipendenza da Paesi terzi

Il passaggio alla mobilità green si rivela essere sempre più necessario per cercare di invertire la tendenza delineata dal cambiamento climatico, tuttavia, con l’aumento della richiesta dei materiali minerari per la produzione di batterie, trovare soluzioni alternative all’estrazione diventa una nuova priorità.

L’amministrazione Biden sembra essere ben cosciente di questa urgenza e gli esperti sostengono che senza una fornitura stabile di materie prime il passaggio alla mobilità elettrica potrà subire significativi rallentamenti. Gli Stati Uniti hanno così approvato un piano che prevede lo stanziamento di sette miliardi di dollari per il recupero delle batterie esauste e lo sviluppo di nuove tecnologie per la mobilità, come quelle che sfruttano l’energia eolica o quella solare.

Non si tratta soltanto di una scelta green: a preoccupare sono anche i recenti squilibri geopolitici legati alla guerra condotta dalla Russia in Ucraina. Migliorare e incrementare la produzione di veicoli elettrici è fondamentale per ridurre la dipendenza dal gas e dal petrolio, i cui prezzi sono ormai estremamente instabili.

Per quanto possa essere utile però rivolgersi ad altre forme di alimentazione, la produzione delle batterie per le auto elettriche continua comunque a dipendere da materiali che arrivano da altre parti del mondo. Inoltre, la maggior parte della lavorazione dei minerali estratti avviene oggi in Cina e ridurre questa dipendenza potrebbe contribuire a limitare la variazione dei prezzi.

A tal proposito è stato dato il via alla creazione di un centro di recupero e riciclo di batterie di circa 154 mila metri quadri che sarà operativo in Georgia a partire dall’agosto 2022. L’obiettivo sarà quello di recuperare almeno 30 mila tonnellate di batterie entro la fine dell’anno in corso, in maniera tale da poter fornire una parte dei materiali necessari alla fabbricazione di nuovi sistemi di accumulo dell’energia.

Il sistema permetterebbe quindi di ridurre la dipendenza dall’importazione di queste materie, dando inoltre nuova vita a quelli che sarebbero invece diventati rifiuti. L’azienda Battery Ressources, che si sta occupando della creazione dell’impianto, ha studiato un sistema che permetterebbe la separazione delle materie prime che sarebbero poi ricombinate per realizzare i catodi delle batterie, senza che i minerali perdano la loro qualità. Rispetto all’estrazione, si tratterebbe di un processo che permetterebbe di ridurre le emissioni del 93%, facendo risparmiare il 59% dei costi totali.

Veicoli elettrici: le batterie esauste possono avere una nuova vita.

La transizione ecologica e l’impiego dei mezzi elettrici non sono privi di problemi e l’estrazione delle materie prime per la creazione di batterie sembra preoccupare gli Stati importatori. Sebbene soltanto pochi Stati possano esportare questi minerali, con i danni sociali e ambientali che ne conseguono, in realtà una soluzione alternativa all’estrazione sembrerebbe esistere.

Sarebbe infatti possibile il riciclo dei materiali delle batterie ormai giunte alla fine del proprio ciclo di vita, permettendo di ridurre i costi per i Paesi importatori, andando a diminuire anche la dipendenza da altri Stati. L’amministrazione Biden sembra aver compreso l’importanza della transizione ecologica, cogliendo anche la necessità di ridurre l’import dei minerali contenuti nelle batterie dei veicoli elettrici.