Come fare un discorso di successo ad un convegno medico

Come fare un discorso di successo ad un convegno medico

Non tutte le persone si sentono perfettamente a proprio agio quando arriva il momento di fare un discorso di apertura a un convegno. L’idea di doversi mostrare davanti ad un’ampia platea terrorizza molti, che vengono assaliti da sensazioni di ansia e forte tachicardia.

Come si può parlare ad un convegno medico senza avere la paura di balbettare o fare scena muta? Esistono delle tecniche che si possono seguire per lasciarsi alle spalle il timore di fare una pessima figura? Ecco tutto quello che c’è da sapere a riguardo.

Discorso apertura conferenza: da dove iniziare?

Ogni medico ad un certo punto della carriera dovrà parlare in pubblico, ad esempio per spiegare il proprio lavoro, i risultati conseguiti o i risultati delle ricerche effettuate. Ecco, quindi che parlare ad un convegno medico diventa fonte di grande stress, anche per il professionista più preparato ed esperto. Le mani iniziano a sudare, il cuore batte sempre più forte, mentre si ha la sensazione di non riuscire a dire nemmeno una parola.

Il punto non è quello che bisogna dire ma come si comunica alla platea. Si tratta di un aspetto molto importante sul quale riflettere, per iniziare a considerare il discorso di apertura della conferenza non come un momento di terrore, ma un’occasione di sereno confronto con il pubblico.

La paura più grande dei medici che devono affrontare un discorso di apertura di un convegno è quella di non essere abbastanza efficaci. Alcuni temono persino di dimenticare cosa dire, quindi di apparire impacciati e ridicoli agli occhi degli spettatori. Ecco perché è molto importante adottare alcune tecniche per fare in modo che la platea degli spettatori non rappresenti più un ostacolo impossibile da superare.

Quali tecniche seguire?

Per parlare ad un convegno medico e ottenere il successo desiderato è fondamentale esercitarsi in anticipo. Buona parte dei medici che hanno paura di parlare in pubblico commettono il grande errore di non provare il discorso. Qualche giorno prima del grande evento è invece fondamentale allenarsi, prestando massima attenzione a modulare la voce come se davanti ci fosse una grande platea di ascoltatori.

Non bisogna commettere l’errore di leggere il discorso o impararlo a memoria. Nella maggior parte dei casi si riesce ad essere più sciolti andando a braccio. Pertanto è molto utile schematizzare il discorso in pochi punti fondamentali.

Quando si fa un discorso di apertura ad un convegno molti oratori tendono a guardare nel vuoto o le slide, dimenticandosi del tutto dei presenti. Nulla di più sbagliato. Sarà infatti importante fissare le persone in sala, in modo da comunicare attivamente con i partecipanti, che si sentiranno maggiormente coinvolti. Quando l’aula è grande si possono guardare gruppi di spettatori.

Nella maggior parte dei casi alzare leggeremente la voce in pubblico permette di sentirsi più sicuri. Bisogna anche variare il ritmo del discorso, per evitare di annoiare. Quando il testo lo permette si può parlare lentamente e velocemente all’occorrenza, dosando in maniera opportuna le pause senza avere paura di sbagliare.

Paura di parlare in pubblico: conclusioni finali

Anche un medico affermato e con lunga esperienza alle spalle potrebbe avere il timore di tenere un discorso apertura ad una conferenza. Come spiegato ci sono diversi consigli pratici da seguire per poter avere maggiore sicurezza. Naturalmente serve allenamento e impegno. Buona norma è anche non cominciare il discorso con i soliti saluti e le classiche presentazioni, ma usando una frase d’effetto che possa colpire i presenti immediatamente. Occorre inoltre coinvolgere i presenti con immagini, video, oggetti e domande. Così facendo sarà anche più semplice ottenere ampio sostegno e approvazione.

Esistono anche dei corsi appositi che permettono in breve tempo di superare in maniera definitiva la paura di parlare davanti ad una platea. Questi corsi, che riscuotono un grande successo, prevedono anche efficaci esercitazioni pratiche.